mercoledì 14 maggio 2008

IN UN GIORNO DI PIOGGIA...

In una mattina di un sabato uggioso. Sotto casa, proprio davanti al bar-pasticceria che profuma di buono, di goloso, di calorico.
Angy: "Hola Sancio, come va?"
Sancio: "Hey, tutto bene. Tu? Che stai a fa?"
A.: "Sto andando a prendere un libro in biblio. Tu?"
S.: "Sto andando a tagliarmi i capelli, sono lunghi a bestia, son due mesi che non li taglio, il lavoro mi rinchiude."
A.: "Stai sempre a lavorare S. Ma non ti doveva scadere ora lo STAGE? T'hanno preso?"
S.: "Eh?!? Cosa?!? Preso?!? Possibilità nessuna, ce l'hanno detto dall'inizio. Ora siamo un esercito di stagisti, di servi della gleba. Però mi hanno rinnovato, altri sei mesi di STAGE, poi a casa."
In quel momento passò un vecchio signore ricurvo che stava portando a spasso il suo cane tozzo, pesante nonostante i 30 cm al garrese. Per Angy fu il pretesto giusto per distogliere lo sguardo e trattenere il suo sentimento di disprezzo verso questa società che, come la maggior parte dei ragazzi di oggi, rifiuta di accettare. Nello stesso tempo fu anche il pretesto per pensare ad una frase, un aneddoto, una qualsivoglia minchiata per sdrammatizzare la situazione. La minchiata uscì puntualmente dalla sua bocca:
Angy: "Ah, ora sei STAGISTA A TEMPO INDETERMINATO!"
Sancio: "Già... pensa che culo."